Dott.ssa Patrizia Palmisano (NPEE)
Psicomotricità, parola che riassume l’unione tra due entità apparentemente separate: mentale e corporea. Il lavoro psicomotorio permette, attraverso l’utilizzazione del proprio e dell’altrui corpo e di oggetti sia stabili che instabili presenti nell’ambiente psicomotorio, di fare interagire i due elementi affinché l’uno modifichi ed intervenga positivamente sull’altro. Il tono muscolare, la postura, la distanza corporea, il gesto sono le parole corporee che vanno lette, ascoltate ed attraverso le quali è possibile instaurare una comunicazione , un dialogo. Nel setting psicomotorio assume, così, grande importanza il silenzio, l’immobilità che non vengono letti come assenza di comunicazione ma come una differente modalità di raccontarsi e dirsi.
I movimenti che il corpo esegue possono essere più o meno armonici e fluidi, l’espressione del viso statica o mobile, la postura rigida o disinvolta. Liberando la motricità ed innescando nel bambino il piacere del sentire il proprio corpo, abbiamo la possibilità di portarlo a liberare quell’energia, che invece bloccata, contrae e irrigidisce, frena ed inibisce il fluire dell’emozione che ha insito in sé il significato del muovere verso fuori.
La tecnica psicomotoria prevede, a seconda del disturbo che si va a trattare, differenti modalità di intervento: non verbale, facilitante, direttivo. In ogni caso lo strumento elettivo è sempre il corpo. Le varie modalità di intervento possono essere utilizzate in modo interscambiabile all’interno di un percorso terapeutico.
Per molti la psicomotricità è solo gioco, un non fare niente, dando a questo intervento un’accezione minimizzante, riduttiva e negativa. Per un bambino il gioco è fatica, è lavoro, perché è strumento di conoscenza ed apprendimento. In un setting psicomotorio, all’interno di una seduta non verbale, il non fare niente è un’apparenza dettata da sovrastrutture di pensiero precostituito, perché invece vi è ascolto intimo e relazionale in cui si tenta di rintracciare le parole per dirsi e per arrivare all’altro. Condurre il bambino verso la voglia di comunicare di apprendere è propedeutico alla comunicazione consapevole e all’apprendimento stesso.
Un corpo immobile può imparare a muoversi, un corpo veloce a rallentare per vedere e sentire meglio, in un cammino verso l’Altro e l’esterno, in direzione di un adattamento maggiormente funzionale, in cui lo scambio, la reciprocità, il riconoscimento di se stesso dell’altro diventino i cardini di un percorso di autonomia.

Psicomotricità 
Condividi
Loyalty programmes convert regular play into points, tier status and occasional perks. Structures range from simple cashback ladders to invitation only schemes with account managers. The rewards look generous in marketing material, though the value depends heavily on how much you already intended to play.
Reading a Loyalty Scheme Honestly
The conversion rate is the only figure that matters, and it is rarely displayed prominently. Players who want to compare schemes properly can Slotlair casino online and check what points are actually worth. Practical benefits such as quicker payouts and higher withdrawal ceilings tend to outlast the promotional extras attached to upper tiers.
| Perk | Real Value |
|---|---|
| Point conversion | Usually under one percent |
| Raised limits | Useful for larger withdrawals |
- Work out what a point is actually worth in cash
- Ignore status if reaching it changes how you play
The central risk of any loyalty scheme is that it rewards volume, quietly encouraging longer sessions and larger bets. If a programme suits play you would have done anyway, the perks are a genuine bonus. If it changes your behaviour, the scheme is working for the operator instead.


